Da qui a Pasqua (e un po’ dopo)

Dato che non sempre i tempi sono esattamente quelli che ci diamo noi, qui i Pesci Rossi si erano presi una pausa di alcuni giorni che invece diventeranno qualcuno di più. Quindi, mentre a Correggio sta per partire la processione del Venerdì Santo descritta da Viki Tondelli in alcune pagine struggenti di “Camere separate“, noi procediamo solo con qualche piccolo aggiornamento dal mondo di Damian&co. (e nel frattempo siamo immersi, ormai completamente, in un’altra storia, dove attualmente ci sono tante occasioni da rimettere in fila, tanti personaggi da conoscere meglio, tante situazioni da sbrogliare e tante cose da non dover dire ora per non fare spoiler!!!).

In attesa di confermare ulteriori date, la prossima settimana, al rientro dalle vacanze pasquali, ricominceranno gli appuntamenti con le scuole (il primo in lista a Correggio, sabato 14 aprile).

Poi.

Utilizzo subito queste righe per ringraziare la prof. Giorgia Penzo e le ragazze dell’Istituto Magistrale “Vittorio Gassman” di Roma, che stanno leggendo in queste settimane le vicende “pozzangherose” di Damian. A parte il fatto che bisognerebbe ringraziare solo per il fatto di aver scoperto una scuola intitolata a Gassman, le cose sono andate più o meno così: siccome non ho ancora avuto la possibilità di raggiungere Roma (dato che, tra le altre cose, chi doveva nascere il 31 marzo, ad oggi, 6 aprile non è ancora nata!) rispondendo al loro invito, la prof. ha creato su Fb un gruppo apposito dove da alcuni giorni stiamo discutendo del romanzo (man mano che la lettura procede). Beh, non so bene che opinione abbiano loro della faccenda, ma, al di là del mio coinvolgimento, questa mi sembra proprio un’idea magnifica che, certo, non può sostituire l’incontro personale, ma forse “aiuta”, in qualche modo, ad avere una lettura meno impersonale di un romanzo (e di tutti i suoi limiti). Insomma, volevo davvero ringraziare per l’occasione che mi hanno concesso e per la disponibilità e la fiducia dimostrate.

E chi dice male della scuola italiana gli caschi la lingua!

Finiamo qui, ovviamente, con gli auguri per i prossimi giorni pasquali. La primavera è leggera come i piumini dei pioppi che in questi giorni stanno imbiancando Correggio (meno “poetico” per chi è allergico, certo): segno che la vita ricomincia sempre e che, se possibile, vale la pena darsi da fare per sbirciare il futuro, iniziando dalle piccole cose che ci accompagnano ogni giorno.

Stay tuned 🙂

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Stop and go!

Con l’arrivo della primavera i Pesciolini si fermano per un po’. Non è un controsenso e non avviene per l’eccezionale tepore di queste prime giornate post-invernali e nemmeno per la straordinaria voglia di restarsene a dormicchiare (quella ci sarebbe sempre, per la verità) nel mentre si assiste alla gemmazione degli alberi. E a proposito (nota di colore domestica): a noi piacciono tantissimo i picchi, ci piacciono talmente tanto che infatti non li insultiamo alla mattina presto quando si mettono a martellare legni di natura varia a dieci centimetri dalla finestra della camera da letto. Però, amici picchi, ecco, come dire? Veniamoci incontro!

Bene.

Dopo la presentazione molto bella di sabato scorso a Novellara (grazie mille a Monia e Stefano e a tutti gli altri), ci si ferma dunque qualche settimana sostanzialmente per due ragioni: la prima è che la famiglia del wiz_goldifish (alter ego di twitter) si sta allargando e nei prossimi giorni è in arrivo una bimba; le seconda, contestuale, è che si approfitterà dunque di tutto questo – pensa te! –  anche per portare avanti con decisione il lavoro, attualmente in corso d’opera, sulla prossima storia.

Allora, provando a darci una tempistica, anche se è abbastanza difficile prevedere le cose in questi casi, diciamo che i Pesci Rossi si prenderanno il mese di aprile per rimanere tranquilli a esplorare nuova vita sui fondali.

Poi ci saranno novità, lo sappiamo già, per il “dopo”.

Intanto, dalle nostre latitudini correggesi, proveremo comunque a seguire una bella proposta: un gruppo di lettura del romanzo con una classe di un liceo romano, in “presa diretta” su Facebook.

Ma su questo e sulle altre cose cercheremo in ogni caso di tenervi aggiornati (sempre che vi interessi).

Nel frattempo: arrivederci a presto e, come sempre… stay tuned!

 

P.S.

Questi mesi sono stati fantastici: vorrei e dovrei ringraziare chi ho avuto il privilegio di incontrare e conoscere. Nonostante quel che si sente dire in giro, ci sono molte persone straordinarie e avvengono cose molto belle là fuori!

Con Stefano Merzi

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Tweet!

Mentre proseguono gli appuntamenti dei Pesci Rossi con le scuole – sabato scorso è stata la volta dei ragazzi della IV ginnasio del Liceo Corso di Correggio: fantastici!!!, in un incontro per me “particolare” e anche emozionante, essendo un ex di quella scuola – questa settimana ci siamo dedicati a “cinguettare”. Mercoledì sera, infatti, l’alter ego dei Pesciolini su twitter – @wiz_goldfish – si è messo a canticchiare un bel po’, scoprendo un sacco di cose. Se volete saperne di più, il perché e il percome, leggete pure qui 🙂

Detto questo, ricordiamo ora un altro appuntamento.

Pesci Rossi a Novellara. Sabato 17 marzo, ore 17, i Pesciolini andranno dunque in breve gita a Novellara… Rocca dei Gonzaga (Sala del Fico), con Stefano Merzi.

E, dopo, altre cose seguiranno.

Stay tuned 🙂

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Sa gente arrubia!

Ecco.

Allora, di ritorno dalla “missione” a Cagliari, i Pesci Rossi vorrebbero unicamente esser qui a raccontarvi:

– dei meravigliosi ragazzi del “Michelangelo” di Cagliari e del “Primo Levi” di Quartu, incontrati durante la trasferta: c’è qualcuno che si diverte a mettere in giro brutte cose sui ragazzi in genere… E, invece, loro sono sempre spettacolari, sorprendenti, capaci di ogni cosa e di ogni domanda: insomma, se il futuro sarà loro, sarà un bel futuro :-);

– delle altrettanto meravigliose insegnanti, perché ci sono ragioni per le cose dette prima e loro sono una di quelle ragioni… E poi perché fanno il “mestiere” più bello e difficile del mondo;

– di Patrizio e Daniela, i librai di Piazza Repubblica Libri: hanno venduto un sacco di copie dei Pesci Rossi e quindi, ruffianamente, già questo dovrebbe essere sufficiente per ringraziarli… Ma il fatto è che loro sono due persone stupende (in questi mesi di Pesci Rossi vagabondi ne ho conosciute tante: ragazzi, “teniamo botta” – come direbbe un concittadino illustre – perché siete tanti, e siete belli), con una dote assai rara e quindi preziosa: mettere passione per quello che fanno e per come lo fanno! Ci sono difficoltà, certo, e come dice Battiato “la primavera tarda ad arrivare”: eppure, se e quando arriverà (perché DEVE arrivare), se ci sarà una possibilità non farsi trovare impreparati, beh, quella possibilità la si dovrà al lavoro e all’impegno di persone come P&D;

– di Mauri, libraio british, strabiliante batterista degli “Emotionz”, mio nume tutelare nella scoperta del gusto dei ricci di mare e nel tifo onorario per il glorioso Cagliari (dai-dai-dai);

– di Michela Murgia che mi è apparsa non appena messo piede in libreria, io con il mio trolley al seguito e lo stomaco in gola per via di un atterraggio non proprio indimenticabile, e lei con il sorriso a coprire il mio balbettio sorpreso;

– di Cagliari città, della bellezza di perdersi tra le sue vie, tra la Marineria e il Castello, di Cagliari, città ferita (a quanto mi hanno raccontato) e per certi versi “struggente”;

– della presentazione del romanzo di Milena Agus e della condivisione (nel mio piccolo) delle “ansie” di Patrizio perché tutto andasse bene;

– della spiaggia del Poetto e dell’apparizione superlativa dei fenicotteri rosa: “sa gente arrubia” (la gente rosa), chi se lo dimentica più…

Dunque, vorrei esser qui a parlare solo di queste cose. Ma ricordo che oggi, 29 febbraio, è il blogging day per Rossella Urru: CHE DEVE RITORNARE A CASA QUANTO PRIMA!

(altre cose ci aspettano: stay tuned)

(metto anche due minuti di presentazione dei Pesciolini alla biblioteca “Giulio Einaudi” di Correggio ai ragazzi del biennio del Liceo Scientifico Corso)

 

 

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Modena, un pomeriggio di Carnevale (con il permesso di Sandrone)!

Ci sono cose – giornate vissute, emozioni provate, occasioni d’incontro – per cui è molto difficile ringraziare. Perché vanno oltre le aspettative e perché ti viene regalata gratuitamente la possibilità di “stare bene”.

Ai Pesci Rossi è accaduto giovedì 16 febbraio, alla Biblioteca Delfini, in una Modena carnevalesca e bellissima, quando si sono presentati, tra gli altri, davanti a studenti delle serali e dei corsi di avviamento all’italiano: ragazzi, uomini, donne con un vissuto talmente “intenso” che poi si prova anche un certo pudore, per non dire “imbarazzo”, nel mettersi a parlare di una cosa “semplice”, com’è in fondo un romanzo.

Eppure, le copie dei Pesci Rossi stavano lì, nelle loro mani.

E loro hanno voluto condividere riflessioni talmente proprie e sentite che… Beh, ognuna di loro meriterebbe un pezzo di approfondimento (e in molti casi ho rischiato di rimanere “senza parole”… anche se poi, fortunatamente, qualcosa mi è uscito).

Per esempio.
Una mamma che ha detto: “Io vorrei davvero, davvero tanto, che mio figlio, che adesso ha iniziato ad andare a scuola, diventasse come Damian” (!!!).

Oppure.
Ali, afghano, che ha detto: “Mentre arrivavo in Italia, durante il viaggio, ho perso la foto dei miei figli e l’anello di quando mi sono sposato… Leggendo, ho pensato una volta in più che le cose e gli oggetti hanno un valore che non è quello dei soldi, proprio come dice Roman a suo nipote”.
Oppure.

Una ragazza che ha detto: “Dato che l’amore non chiede la carta d’identità e neanche dove abiti, se in una villa o una roulotte, io spero che Damian ed Elisa si rimettano insieme, proprio come è successo a me e a mio marito. Così, spero che tu scriverai un secondo romanzo dove loro stanno insieme”.
Oppure.

Sergio, che ha detto: “Ho letto tutto il romanzo alla sera, prima di dormire: per me è molto bello vedere che se uno ha dei sogni o delle capacità poi può riuscire a realizzarli. Come te, no? Avevi il
desiderio di raccontare una storia e scrivere un romanzo è una cosa difficilissima… Però, eccoti qua. Anche io mi auguro di riuscire nei miei sogni”.
Oppure.

Un altro ragazzo che ha detto: “Io però volevo che Damian lo denunciasse alla polizia, Enrico. Perché non l’ha fatto? Perché non si è fidato? Nel prossimo libro, fai che lo denuncia e che lo manda in prigione…”.
Oppure.

Uno studente in prima fila che, dopo aver commentato in modo esegetico ogni singola parola del titolo e aver usato il termine “metafora” con boato delle insegnanti e dei compagni, ha chiesto: “Ma come, come è possibile che noi tutti diversi non riusciamo a stare tutti bene insieme?”.

Così, durante il pomeriggio mi sono chiesto più volte che cosa avessi da offrire io, a loro.

Ancora adesso non lo so. In quel momento ho solo cercato qualche risposta non banale e non so se ci sono riuscito. Spero di sì e mi sarebbe piaciuto ringraziarli uno a uno.

Siccome non è stato possibile al 100%, allora devo almeno “citare “ qui Manuela e Giulia, bibliotecarie alla Delfini, non solo perché hanno organizzato la giornata in una splendida sala (il “totem” che racconta l’autore ospite attraverso libri, cd e foto per me è stato qualcosa di magico), ma soprattutto per la passione vera che mettono nel loro lavoro, che traspare da quasi tutte le loro parole: lunga vita alle biblioteche e alle bibliotecarie (e ai bibliotecari, ovvio)!

E grazie alle insegnanti che partecipano alle iniziative proposte e anzi: a loro, grazie perché insegnano e perché insegnano proprio così.

E, infine, un abbraccio collettivo a tutti i ragazzi che c’erano, con una risposta finale: no, la vicenda di Damian non è così frequente, ma sì, il primo passo perché lo diventi è cominciare a crederci, almeno un po’ (proprio come Gioele con i pesci rossi nelle pozzanghere).

(e ora: rotta verso Cagliari: stay tuned!)

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Ecografia (away we go)

Ovviamente ci chiamano dentro proprio nel momento in cui l’Annamaria è in bagno. Sento dire il nome da dentro la stanza. Allora mi alzo e l’infermiera esce dalla porta, guardando tutte le facce che ci sono lungo il corridoio. Io sono lì davanti. Dico: “È in bagno, un attimo”. Lei dice: “Immagino che non sia tu a dover fare l’ecografia”. Dico: “Immagino di no”. L’infermiera rientra e parla a voce alta. Comunica alla dottoressa, dentro, che là fuori c’è solo “il ragazzo” – adoooro che pensino che io sia un “ragazzo” – e che c’è un problema di toeletta.  Anche la dottoressa esce dall’ambulatorio e mi guarda con diffidenza. Io mi gratto in testa e sorrido e non so cosa fare. Dice: “Pensi che ne abbia per molto? Devo andare a vedere se mi hanno fatto ripartire la macchina che si è fermata in mezzo alla neve”. Dico: “Non lo so, secondo me no…”. Fortuna che l’Annamaria arriva presto a toglierci dall’imbarazzo.

Allora entriamo.

Seguono procedure che ormai conosco. Data dell’ultima mestruazione, si accomodi, alzi un po’ la maglia, ecco così, si stenda, comoda, prrrrrrruiiiitttttt (che è il rumore del gel che ti mettono prima di fare l’ecografia), sguish squosh, spegniamo la luce. Io rimango in piedi, in un angolo. Non mi tolgo nemmeno la giacca, tanto a me nessuno deve chiedermi di mettermi comodo. Però mi sistemo in una buona posizione, davanti al piccolo monitor che si sta accendendo. La dottoressa passa ripetutamente l’ecografo sulla pancia dell’Annamaria. A me sembra un pancione bello rotondo. La dottoressa la rassicura dicendo: “Ma tanto lei è una longilinea, vedrà che non avrà problemi”. Io cerco di seguire in silenzio questi discorsi tra donne, ma la mia attesa è tutta per il momento in cui quel costoso apparecchio elettromedicale si collegherà con l’interno della pancia, via satellite, non so, via qualcosa. Chiudo gli occhi per un attimo e quando li riapro… Beh, un po’ è come essere alla tv. La dottoressa si dà da fare a comunicare un sacco di misure e a dire che va tutto bene. Io subito sono confuso, come al solito faccio fatica all’inizio a capire dove sta il sopra e il sotto, il dietro e il davanti. Però mi piace che tutte sorridano tra di loro, che tutto sia così estremamente tranquillo e soffuso. Allora mi rilasso anche io e finalmente la vedo, là dentro, vedo la mia bambina che si muove e si scaravolta. Dicono: “Questa è la mano”. Penso: “Wow”. Dicono che ha anche i capelli e mostrano una strana lanugine sullo schermo, dietro quella che intuisco essere la nuca.

Allora è lì che penso, che mi viene in mente che sì, manca poco, lei sta proprio per arrivare. Mentre la dottoressa dice: “Femmina, al cento per cento. Ecco, vedete? Queste sono le grandi labbra…”, io mi dico che siamo in affitto e che la la nostra casa è piccola e che qualcosa bisognerà pur fare. Credo.

Poi però mi viene anche in mente la grandiosa scena finale del grandioso film “Away we go”, che mi commuove sempre un sacco – a dire la verità mi fa piangere, davvero, ma che ci volete fare? – quando c’è Alexi Murdoch che canta e loro, Verona e Burt, sono arrivati nella vecchia casa di lei, dopo un sacco di giri, e lei è al sesto mese, e Burt le dice: “Questo è il posto giusto per noi”, e Verona lo abbraccia, sta piangendo, e gli risponde: “Lo spero, lo spero davvero”. Ecco, è quel fatto lì, è il fatto che lei non gli risponda di sì, ma gli dica “speriamo”, che per me rende quella scena formidabile (d’altra parte il film lo hanno scritto quei due formidabili geni di Dave Eggers e di sua moglie, Vendela Vida). È la speranza che fa la differenza nella vita di coppia. Non esiste “sì” o “no”, esiste invece “speriamo”: questo è il posto giusto per noi, tutto il resto si risolverà. Speriamo.

Nel frattempo l’ecografia è finita. L’Annamaria si riveste e io invece non ne ho bisogno. Mancano due mesi. Poco prima che il monitor si spegnesse, ho salutato la bimba: avrei voluto farle “ciao”, o almeno dirglielo, ma mi sembrava superfluo, lì, in mezzo a tutti.

Usciamo. Ci sono ancora alcune pratiche da sbrigare, prossimi appuntamenti da fissare.

Io dico: “Lo spero, lo spero davvero”.

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Goldfish ‘bout Bagutta!

La notizia è già stata presentata in varie salse e titoli, per cui non vorrei nemmeno star qui troppo a darvi il tormento… Ma sì, è vero, i Pesci Rossi hanno vinto il Premio Bagutta Opera Prima 2012. Una cosa molto bella e molto inaspettata e molto emozionante, per la quale avrei una sfilza di persone da ringraziare lunga così. Nel frattempo ho avuto modo di parlarne qui.

Ovviamente, uno dei primi “effetti collaterali” è stata una certa affollata rassegna stampa (e anche giorni molto “pieni”, motivo per cui sono rimasto indietro con l’aggiornamento del blog): quindi, se vi va (ma non è detto, certo), la pagina del “dicono dei pesci rossi” qua sopra presenta diversi nuovi link.

Prosegue poi il tour “edizione deluxe 2012” (!!!), con nuove date (il calendario e gli approfondimenti si trovano al relativo pop up sul sito marcotruzzi.it). Anticipo velocemente: giovedì 16 febbraio, Modena, Biblioteca Delfini, ore 17,30; sabato 18, incontro alcune classi alla biblioteca comunale “Giulio Einaudi” di Correggio; poi il 23 e 24 febbraio si vola a Cagliari, per una due giorni per me molto speciale perché andrò a trovare i “grandi amici” dei pesci rossi alla meravigliosa libreria Piazza Repubblica.

Poi segnalo il link di un altro “super” amico dei Pesci Rossi: Gianluca Gobbi, con il suo “Punto GG“!

Ok, tutto qua, per ora.

Come sempre, stay tuned… 🙂

 

P.S.

Nel frattempo, giovedì 9 febbraio mi hanno invitato a parlare di un tema semplice: 

 

P.P.S.

Grazie mille a tutti… Grazie, davvero, per tutti i messaggi e i commenti di questi giorni!

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2012 pesci rossi!

Bene, rieccoci qua… (buon anno a tutti).

Dunque, in attesa che si concretizzino alcune belle-belle novità, tra cui anche il restyling completo del sito (compreso il presente blog), siamo a giustificare una certa prolungata assenza dei Pesci Rossi dall’incalzante mondo web a causa di improrogabili “impegni di lavoro” (come dimostrato dalla foto qua sotto che ritrae alcuni correggessi illustri intenti a commentare con animosità le notizie di cronaca spicciola che il Pesce Rosso, nelle sue vesti di ufficio stampa, invia quotidianamente agli organi di informazione).

Ritorniamo live per segnalare… alcune attività live(!) con cui riprendiamo il filo interrotto.

Quindi.

Venerdì 27 gennaio è la Giornata della Memoria: al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti (RE), ore 21, Alessandro Calabrò porterà in scena lo spettacolo di TB – con la regia di Gabriele Tesauri – monologo tratto da un racconto del presente curatore di questo blog (il giorno dopo incontreremo poi un po’ di studenti e dopo Alessandro porterà avanti un mini-corso teatrale). Naturalmente, per chi è in zona, da non mancare!

Sabato 28 gennaio, alle ore 17, sempre il presente curatore di questo blog è stato (misteriosamente) invitato a presentare il romanzo di Vittorio Cottafavi, “Purah” (Aliberti): Correggio, Palazzo Principi, ore 17 (vabbè, questa attività esula dalle normali comunicazioni che passano qui, sopra: ma mi andava di dirvelo e così l’ho fatto).

E poi: il ritorno dei Pesci Rossi on stage.

Giovedì 16 febbraio, ore 17,30, Modena, Biblioteca Delfini, per una data che si annuncia… Beh, si annuncia davvero molto, molto “attesa”.

Sabato 17 marzo, ore 17, Novellara (RE), Biblioteca comunale.

Insomma, per ora le date confermate sono queste.

Come sempre… stay tuned, per gli aggiornamenti… (ce ne sono, ce ne saranno)!

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… e buon anno da tutta quanta la comunità dei Pesci Rossi!

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A Natale si fanno i regali e si ringrazia per quanto ricevuto…

Ultimo post dell’anno, prima delle vacanze natalizie, anche il blog dei Pesci Rossi (come sentirete abbiamo anche aggiornato la colonna sonora, con i meravigliosi e adatti Pogues).

Avevamo anche promesso un “regalo” e allora eccolo qui. Trattasi di un “inedito” – cioè: è un racconto che è appena uscito su “Pollicino Gnus“, che è una rivista di Reggio Emilia, ma per chi non è di Reggio Emilia o non ha letto “Pollicino” è un inedito. Si intitola “Una questione di democrazia” e lo potete scaricare liberamente (pensa un po’), senza costi aggiuntivi! (vabbè, ci mancherebbe pure questa).

Prima di passare a certe cose belle che avevo da dire, linko anche un pezzo “tondelliano”, scritto in occasione delle “Giornate Tondelli” 2011 che si sono appena svolta a Correggio.

E poi, e poi…

Quest’anno siamo andati in giro a dire che “Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere”. Ma la prima cosa che abbiamo imparato, invece, è che nelle pozzanghere di pesci rossi ce ne sono proprio tanti. Molte persone li vedono e alcune di queste le abbiamo anche conosciute per nome e cognome. E dunque, visto che siamo alla fine dell’anno, poco prima delle feste, e che questo è un periodo dove di solito si tracciano delle linee che ci servono per fare i “bilanci”, questo è il nostro ringraziamento, per tutto quello che insieme abbiamo detto e condiviso (perché il dire e il condividere sono davvero i regali più belli che possano capitare)… (si va più o meno in ordine sparso, senza dimenticare che… Alcuni saranno “dimenticati”, accidenti: ma solo da questo elenco che, come tutti gli elenchi, è incompleto un attimo dopo esser stato reso pubblico).

Dunque, naturalmente i primi pesci rossi nelle pozzanghere “ad honorem” sono Silvia B. e tutta Nabu (che son stati i primi a…) e poi Silvia F., Marta, Gaspare e Liliana e il resto di Instar (che sono meravigliose persone di una meravigliosa casa editrice in una meravigliosa città). E Enrico Pandiani, per la copertina, soprattutto, e le chiacchiere a Mantova, più o meno a 36 gradi, umidità mica tanto relativa.

Poi.

Paola, Gianca e tutti i ragazzi di “Libri ad alta voce”, per la concessione di un vero e proprio prequel. Giuliano, Monica e Federica della Libreria La Fenice di Carpi, per il pre e il post. Enrico e Marco che a più riprese ci hanno messo la chitarra. Rocco Pinto della Libreria Torre di Abele, che ha ospitato, guidato, promosso a molto altro e che adesso ha scritto un libro bellissimo. Gianluca Gobbi di RadioFlash. Le persone stupende della Falchera e di LiberinbarrieraGianmario, Elisa, Roberta e Chicca della Galleria del Libro di Ivrea (+ La Gusteria che è un posto incredibile di Ivrea), perché mi hanno detto un sacco di cose belle (compresi i racconti su Adriano Olivetti). Guido della Libreria Ligabue di Correggio, che ha concesso lo spazio per la presentazione “casalinga”, con il fondamentale supporto di Marco che ha presentato e Gabriele che ha letto. Chiara Melloni di “Imprenditori”, per un’intervista al tavolino di in caffè, in cui ci siamo sentiti molto “due emiliani emigrati in Piemonte” (e Agnese Spinelli in qualità di “mandante”). Marco della Libreria Outlet Logos di Modena, per il video. E poi Barbara Di Gregorio e Antonio Moresco(!!!) per la tappa al Salone del Libro grazie alla quale, Campari in mano, abbiamo incontrato anche Stefano e Gemma di RCS. E Beppe della Libreria Trebisonda di Torino, per la bottiglia di vino. Il mio amico Paolo per la tappa a Piacenza, con Marco Bosonetto e Sonia Galli della Libreria FahrenheitMisiano della Libreria Infoshop di Reggio Emilia, con Mario Asti a suonare per il referendum. E, certo, Matteo e Francesco Deb, amici di cui non potrei fare a meno. Anna Prandi della Biblioteca Loria di Carpi, per una magnifica serata di luglio che sembrava ottobre, con Gianluca e Mario Sehtl. Tutti i ragazzi del Rhegium Julii di Reggio Calabria, in particolare Carla e Josephine, mie guide d’eccezione per la fantastica avventura nello Stretto, con visita ai Bronzi (e Paolo Sortino e Daria Colombo). Stefania di Telereggio per l’ospitalità. Silva P. del Paguro di Reggio Emilia (il perché lo sa lei). Fabio Carapezza e Giuliana Coppini della Biblioteca di Collecchio per l’Aperitivo di Parole. Silvia del Pisa Book Festival per il Pisa Book Festival. Il fab Nicola Fangareggi, “guida d’eccezione” nel cammino verso l’Illuminazione, fra le altre cose. Giulio e la Libreria All’Arco di Reggio EmiliaEnrica Rondini e Realino Lupi, per la serata a Rio Saliceto dove ho parlato a macchinetta. Mauro Bellucci, Eleonora De Agostini e tutto lo staff della Libreria Mondadori di Reggio Emilia, con Sonia Ceresoli, per l’occasione e le sedie aggiunte all’ultimo. Chiara e Alessandro della Libreria Il Terzo Luogo di Sarzana, per le belle persone che sono. Annamaria, Luciana e tutti e tutte dell’Associazione Voltalacarta, perché ci sono e per quello che fanno. Stefano Bertini dell’ARCI, perché ha organizzato una serata “ospitale” (e non solo perché era alla Corte Ospitale di Rubiera). Patrizio Zurru della Libreria Piazza Repubblica di Cagliari, per un po’ tante cose, ma soprattutto per l’amicizia.

E poi. E infine.

Annamaria e Lorenzo, perché ci sono sempre stati, con il loro modo e il loro tempo e i loro sorrisi.

E, certo, tutti quelli che hanno dedicato tempo di lettura ai Pesci Rossi: grazie, grazie, grazie (anche nel caso non vi siano piaciuti).

Ecco. Queste sono le persone che, proprio come Gioele, a proprio modo, stanno allevando i pesci rossi nelle pozzanghere. Noi li ringraziamo per questa nobile attività.

Tanto.

Stay tuned (on 2012)… 🙂

 

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