Com’è, come non è che siamo stati a Reggio Calabria

Scena Uno – I Bronzi di Riace

Se tu sei un Bronzo di Riace, oltre a compiacerti per i tuoi due metri di altezza, potresti ben dire di averne viste parecchie, nella vita. Vero che prima che il sub dilettante Mariottini facesse boing con la zucca, immergendosi davanti alla costa di Riace, per l’appunto, e rinvenendoti in questo modo (secondo la teoria accreditata) beh, avevi trascorso parecchi secoli sotto il livello del mare: certe cose te la sarai sicuramente perse, certi avvenimenti, certi fatti, tu lì, con i pesci, mentre di sopra eruttava il Vesuvio, per esempio, cadeva l’impero romano, si susseguivano guerre e amori, intrighi e fatiche, potenti e regni vari di cui ora non si conserva nemmeno memoria. Però una cosa sicuramente non te la sei persa: l’occasione per pensare, per riflettere anche sulla caducità delle cose, per “avere il tempo”, cioè, che in fondo è una ricchezza non da poco. Tu, le alghe, i fondali e quell’altro tuo compagno, appoggiato sulla sabbia, poco più in là.

Passano duemila anni e ti ritrovi sdraiato a pancia in giù, esposto al restauro nel Palazzo della Regione calabrese, con un tubo che ti entra da un tallone che ti dicono che serva a pulirti ben bene. La notizia allarmante, per te, è che hai un piccolo problema di corrosione; la notizia buona, invece, è che ormai da anni sei una star, ma questa condizione non ha mutato di una virgola il tuo atteggiamento: magari hai perso un occhio e ti hanno tolto le armi, ma tu rimani serafico, a riflettere sulla meravigliosa, terribile, funesta, bellissima condizione umana. E in più ci sono riconosciuti professionisti del benessere che si prendono cura di te: come essere ospite perenne in una spa, gratuitamente.

Fuori dalla grande teca in cui ti stanno risistemando, ti guardo, accompagnato da Carla e Josie che mi sono venute a prendere allo specialistico aeroporto Tito Minniti – “specialistico” perché pare ci voglia un patentino speciale per atterrarvi e decollarvi, dato che è in mezzo alle case e la sua pista corta termina a ridosso del mare – e penso che sarebbe bello “avere il tempo”, respirare a fondo, adesso che sono lì, e prendermi tutto il bello che questa occasione promette. Come fanno loro, da sempre, i Bronzi di Riace.

Scena Due – Il più bel chilometro d’Italia

Definizione dannunziana del lido di Reggio Calabria.

Ero curioso di verificare se ciò corrispondesse al vero, considerato che D’Annunzio non era uno che le sparava piccole. Esito: non so se è il più bello d’Italia, ma è bellissimo, davvero.

Abbiamo fatto un piccolo tour reggino: Carla – che alla sera avrebbe presentato al pubblico le motivazioni per cui i Pesci Rossi sono arrivati lì – ha costruito un percorso con il passaggio davanti a tutte le scuole che ha frequentato, mentre Josie mi spiegava un po’ di cose, anche sul funzionamento della serata e sulla storia importante del Premio Seminara e del Circolo Rhegium Julii.

Segnalazione d’obbligo per la gelateria Sottozero, con i panini (l’equivalente migliore delle focaccine gelato correggesi).

Senza fretta, tutto bello.

Scena Tre – L’autista di Daria Colombo

Fortuna che la Panna, prima della partenza, mi aveva consigliato di portarmi una camicia, per la serata. Io ci sarei andato in polo. Nemmeno la camicia, tuttavia, mi ha salvato dall’essere scambiato in hotel per l’autista di Daria Colombo, scrittrice, autrice di “Meglio dirselo”, finalista come me del Premio. I suoi amici, presenti sin dalle prime battute delle serata, mi hanno infatti a più riprese invitato ad andare a prendere l’auto per accompagnarli al luogo della premiazione. Fortuna che a un certo punto è arrivato anche Paolo Sortino, autore di “Elisabeth”, terzo finalista, febbricitante, ma con look adeguato al mio standard 🙂 .

E poi c’è stata la serata, con le presentazioni, le interviste, i voti, lo spoglio live, l’esito, eccetera eccetera: ok, i Pesci Rossi hanno vinto, ma non è di questo che si vuol parlare qui.

Piuttosto, ancora, senza fretta: la cosa migliore è stata la possibilità di poter conoscere e parlare con tante persone, percepire il tempo, la voglia, la passione che mettono nell’organizzare non solo la serata del Premio, ma tutta l’attività del Circolo. Tante piccole cose e tante semplici attenzioni, che fanno la differenza. Ok, lo dico: non deve essere semplice organizzare e organizzarsi in una realtà come quella di Reggio Calabria, che non è Milano e nemmeno Reggio Emilia, per un sacco di motivi, in parte arcinoti, ma che, comunque, non tocca a me approfondire ora. Eppure si nota una marcia in più, in questa occasione. Mi sono chiesto il perché e credo che molto abbia a che fare, ancora, con il tempo necessario per fare le cose: i ragazzi del Rhegium Julii si prendono lo spazio necessario non solo per leggere i libri – e già questo, dato l’andazzo, sarebbe un’opera assolutamente meritoria – ma anche per approfondirli, sezionarli, discuterli, renderli in qualche modo più vivi. Per esempio, nella relazione che Carla ha presentato sui Pesci Rossi, ho trovato spunti cui nemmeno io avevo pensato.

Scena Quattro – Il tempo per fare le cose

È stato il signor Eolo a riaccompagnarmi, il giorno dopo, all’aeroporto.

Dopo la consegna del Premio, la sera precedente, c’era stata una cena a base di pesce. Io guardavo i piatti un po’ confuso, un po’ perché il mio vicino di tavolo continuava a riempirmi il bicchiere di vino, un po’ perché il racconto delle recenti vacanze delle coppie Vecchioni-Morandi (Daria Colombo è infatti moglie di Roberto Vecchioni) catalizzava l’attenzione e un po’ perché certi pesci non sapevo bene come aprirli. In fondo è stata una fortuna: anche qui ho avuto il tempo per pensare a quanto stava accadendo. Ed essere felice. Non è un premio da poco avere la possibilità di essere felici.

Comunque, ritorniamo al signor Eolo: al momento dei saluti io mi auguro di poter tornare, un giorno. E lui mi risponde che il tutto dipende da me, dalla mia scrittura e dal tempo che potrò dedicarle. Insomma, mi dice chiaro e tondo che non è che uno debba forzatamente sfornare romanzi a ripetizione e che il tempo è una cosa troppo preziosa per uno scrittore.

Ancora il tempo.

Mi sa che alla fine è davvero questo il premio, la possibilità di “avere tempo per…”, anche solo per un paio di giorni.

Decollo e zuuuuuuum, in due secondi il Tito Minniti è già sotto di noi e con lui lo Stretto.

Ecco, non ho fatto in tempo a ringraziare tutti quelli che avrei voluto: sarà la frenesia del nord, che già ritorna a fare capolino.

Lo faccio ora, qui: un super grazie a tutti i volontari del Rhegium Julii, che hanno letto, organizzato, accolto, presentato, discusso, preparato, sistemato, organizzato, con un saluto e un augurio particolare al presidente Peppe Casile, impossibilitato causa malanno ad essere presente; un abbraccio a Paolo e Daria, che hanno condiviso questa esperienza, anche con la febbre e con lo stress per i ritardi aerei: le occasioni non vanno mai sprecate, soprattutto se sono occasioni di conoscenza.

A Damian, Gioele e nonno Roman, i miei “pesciolini”: non sono il portavoce di nessuno, ma “avere il tempo” per raccontarsi è l’augurio migliore che si possa fare ai veri Pesci Rossi, perché così tutto diventa più semplice.

A Silvia, Marta e tutti alla Instar, per avermi mandato fin lì, a respirare.

Infine, naturalmente, a Josie e Carla, le mie “tutor” reggine: il “chilometro più bello d’Italia” è stato avervi conosciuto 🙂 !

P.S.

Nota di servizio: i Pesci Rossi tornano poi a casa e lo fanno con una presentazione, venerdì 16 settembre, alle ore 18, in quel di Collecchio (Parma): naturalmente torneremo con aggiornamenti su questa data.

Stay tuned!

P.P.S.

Di questa storia, prima o poi, ci saranno anche delle foto: pazienza… 🙂

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Wait for…

Bene, siamo giunti alla vigilia di uno dei veri momenti di unità nazionale – vale a dire il “ferragosto” – in cui anche noialtri pesci rossi appendiamo alla saracinesca il nostro bravo cartello. Quando riapriremo bottega saremo di ritorno – se tutto andrà bene – dalla trasferta a Reggio Calabria e vi sapremo dire come sarà andata.

Dalla fine di febbraio ad oggi sono stati mesi e settimane intensi, pieni di persone e di luoghi, di appuntamenti, di letture e di musiche, di gioia, fatica e gratitudine. Nel frattempo, i Damian, quelli veri, quelli nei campi veri, hanno continuato la loro vita difficile (a volte drammatica: è notizia di ieri, per esempio, di un bambino rom, a Roma, rimasto fulminato da un filo scoperto nella sua kampina): ecco, senza alcun intento demagogico, la buona estate, il buon ferragosto, sono tutti per loro.

Intanto a Reggio Emilia, per esempio, così come in tanti altri posti, ci sono certi politici che vanno sui giornali in agosto per “denunciare” tutti i soldi spesi in questi anni dal Comune per i bimbi sinti; ma allora la domanda sarebbe da rivolgere proprio a questi politici: per lor signori, diciamo, quanto vale un bambino? E quanto pesano in termini economici, invece, questi stessi politici, sulla collettività? Lo sanno che a volte costa pochissimo cercare (e trovare) i pesci rossi nelle pozzanghere? Loro li hanno mai cercati i pesci rossi nelle pozzanghere?

Buona estate, nel tempo che ne resta (citazione daniele-silvestriana!).

E qui c’è la riproposizione sul web di una rivista davvero cool, di una intervista di primavera.

See you soon 🙂

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Siori e siore, ecco qua…

Ormai è un “segreto di Pulcinella”, per cui tanto vale dirlo subito: la “bella notizia” – di cui si è parlato in precedenti post – è che i Pesci Rossi hanno vinto il Premio Seminara – Selezione Opera Prima, che viene assegnato dal circolo Rhegium Julii di Reggio Calabria. Il comunicato del Premio lo allego qui: così, il prossimo 23 agosto i Pesciolini voleranno sullo Stretto per “giocarsi” il superpremio finale con Paolo Sortino e Daria Canovi (il che, al di là di tutto, rappresenta una meravigliosa opportunità).

Sull’argomento aggiungo anche un po’ di rassegna stampa: 24emilia.com, Il Resto del Carlino e la Gazzetta di Reggio.

Detto questo, resta ancora da dire che la presentazione a Carpi – lunedì 25 luglio – ci sembra sia andata proprio bene: merito sopratutto dell’organizzazione di Anna Prandi, della splendida location, di Mario Sehtl (violino) e Gianluca Magnani (voce e chitarra), che sono due meravigliosi musicisti, e di tutte le persone che c’erano, attrezzate con il golfino d’ordinanza nelle sere di un luglio strano (dal caldo “infernale” al fresco alpino nel giro di una settimana).

Sotto alcune foto (come sempre di Annamaria, ormai fotografa ufficiale di questo tour… tra le tante altre cose: smack!)…

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Un appuntamento, un racconto, un articolo (+ una notizia segreta)

Estate al lavoro per i Pesci Rossi (cioè: loro se la sguazzerebbero anche molto volentieri – pozzanghere o non pozzanghere – ma sono le occasioni e gli impegni e le scadenze che si rincorrono).

E poi ci sono anche altre cose da scrivere… Ma andiamo con ordine.

E partiamo dal ricordare l’appuntamento a Carpi, lunedì 25 luglio, ore 21,30, Giardini della Pretura: il posto è molto bello, l’occasione è davvero ghiotta, Mario Sehtl (violino) e Gianluca Magnani (chitarra) da sentire (e se piove, niente paura: ci si trasferisce all’Auditorium della Biblioteca Loria, in via Rodolfo Pio 1a).

Altra news: il “vostro” è stato invitato a partecipare alla versione on line di Granta, prestigiosa rivista internazionale di letteratura, recentemente edita in Italia da Rizzoli. Il numero uno della versione italiana di Granta tratta il tema del lavoro, così come (naturalmente) il sito web della rivista. Insomma: ne è uscito un breve racconto, “Un virtuoso rinnovamento nei rapporti aziendali“, che linko oggi qua, sul blog, con un “grazie mille” a Stefano Izzo e a chi ci ha offerto l’occasione.

Nel frattempo, come tutti sanno, l’illustre rocker correggese (LL: non c’è bisogno nemmeno di dirlo) ha fatto un super-botto-exploit al Campovolo, per l’occasione ribattezzato Campovolo 2.0. E’ stato richiesto da 24emilia.com, il sito web in cui viene pubblicato il pescioso blog “Lemon“, un commento e ne è uscita questa cosa, sul “meglio dei correggesi“: local? Non local? Boh: andava di scriverla e l’ho fatto.

Infine… Infine… Infine: ehehehehe, avrei anche una (super)bella news-news-news, ma… Accidenti, me la devo tenere stretta ancora per me, questa notizia, ancora per un po’… Sarà una sorpresa 🙂

Nel frattempo, buona estate a tutti quelli che la stanno attraversando, nei loro singoli e unici e personali modi!

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Pesci Rossi for geek

Ehi ragazzi…

nonostante le apparenze non è ancora arrivato il momento di appendere il cartello “chiuso per ferie”.

Almeno, non da queste parti.

Ci sono infatti ancora alcune questioni di cui occuparsi.

La prima è un annuncio: è da oggi disponibile – evviva evviva – l’ebook dei Pesci Rossi, la “geek version” delle avventure di Damian e Gioele.

Lo trovate qui e nel caso abbiate necessità di uno strumentino per leggerlo sul computer, ecco qua la soluzione.

Ok, ha un prezzo: 7 euro e 90. Non voglio aprire qui un dibattito sui costi della cultura e delle produzioni di contenuti e della “presunta” gratuità delle cose (semmai ci ritorneremo in altra occasione): dico solo “Sette e Novanta“, che, così come il prezzo di copertina della versione cartacea, intendono in parte quantificare le notti trascorse a scrivere i Pesci Rossi e il lavoro di Silvia – a 38 gradi di media! (grazie, grazie, grazie) – per produrre la versione epub.

Va bene, va bene: la seconda cosa è che ci sarà da preparare per bene l’uscita a Carpi, in quel di lunedì 25 luglio, ma ne parlerò a tempo debito.

E la terza è che tra qualche giorno ci sarà un piccola sorpresa, con un “inedito” on line.

Ho detto tutto, per ora.

Stiamo tutti bene, in questa estate all’inizio!

 

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E vai con il trapano…

Difficile “staccarsi” dai Pesci Rossi.

Come già scritto in altre occasioni è molto particolare la sensazione che si prova quando si sa che una storia, che era stata solo la tua storia, è diventata anche la storia di altri (cioè di quelli che hanno avuto la bontà e/o la pazienza di leggerla). Poi ci sono le persone che di quella storia parlano, scrivono e dicono: e i Pesci Rossi sono stati fortunati, in questo senso, perché hanno incontrato sulla loro strada (meglio: nella loro pozzanghera) un sacco di amici. Ma anche questa è una sensazione particolare.

A un certo punto, tuttavia, la testa comincia a girare intorno ad altre cose. Ed è quello il momento dove ho capito che Damian è diventato capace di muoversi con le proprie gambe (almeno un po’) e questa cosa genera gioia, ma anche una certa nostalgia. L’anno scorso, di questi tempi, non avrei immaginato nulla e i Pesci Rossi erano solo un file sul portatile, chiamato “Jag/Fuoco” (ehi: giàggià, questa è una piccola notizia di backstage).

E ora, invece, è arrivato il momento di pensare a una vicenda diversa. O meglio: iniziare a dare forma a una cosa finora solo pensata. Il che, in soldoni, si traduce nel ricominciare a guardare con ansia una certa pila di A4 stampati che aspettano sulla scrivania, nel fare tardi la notte, nell’andare al lavoro con in mente un passaggio che sarebbe meglio “sistemarlo lì invece che là”, nel dire “stasera non esco”, nel tirare fuori, con pazienza, e tanta fatica (almeno per me è così) una parola e poi un’altra e un’altra ancora.

Insomma, miei cari: suvvia, si riparte con il trapano e il martello e i chiodi e il cacciavite. Siamo piccoli artigiani, mica siamo a qui ad asciugare gli scogli (cit.).

E speriamo ne esca una cosa decente.

In ogni caso siamo qua.

In ogni caso sarà bello.

 

P.S.

Altre news dal backstage dei Pesci Rossi: la foto che vedete qua sotto è tratta dal “servizio” servito per dare una forma alle trapanate di Erik, il papà di Damian. Nella foto il trapano lo maneggia invece il mio papà, quello vero, che è ben diverso da Erik e che, tra le altre cose, mi ha insegnato ad essere felice (che è poi tutto quanto serve)…

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Quoto il quorum

Benissimo: quorum raggiunto, per una volta “fatica” non sprecata!

In tema di latinismi, venerdì sera un sacco di circostanze hanno ostacolato la presentazione reggiana del “carassius auratus” (che è il nome latino, per l’appunto, del Pesce Rosso): ultimo, in ordine di apparizione, un determinante e determinato acquazzone, che ha cominciato a imperversare su Reggio dalle ore 20,45.

Comunque, per chi c’era ed è rimasto, secondo noi sono state dette delle cose belle (e per chi non c’era spero capiti una prossima occasione).

Con un grandissimo ringraziamento a Misiano e Giovanni dell’Infoshop che ci hanno ospitati, a Emanuele che ha presentato e a Mario, Francesco e Matteo che hanno suonato e cantato (in situazione non facilissima!).

La prossima volta non pioverà!

See you soon 🙂

 

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Ci sono Pesci Rossi nell’acqua pubblica

Venerdì 10 giugno, alle ore 21, i Pesci Rossi sbarcano a Reggio Emilia.

Lo fanno con finalità e modalità tutte particolari, alla vigilia dei referendum: scoprite tutto qua, Ci sono pesci rossi nell’acqua pubblica.

Io mi limito a ringraziare chi rende il tutto possibile: Misiano e la Libreria Infoshop, che ci ospitano; Emanuele Ferrari, che conduce; Mario Asti, Francesco e Matteo De Benedittis, che suonano.

Alè.

Baci, of course.

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1 + 2 + 3

A Correggio oggi – 4 giugno – è San Quirino, patrono della città: cade di sabato e , quindi la faccenda non è che abbia particolari effetti lavorativi.

Noi ne approfittiamo però per segnalarvi una cosa.

E poi altre due cose.

E, infine, ulteriori tre cose.

Andiamo, dunque, con ordine:

1. ieri sera Alessandro Calabrò, che è un attore, ma, soprattutto, un amico del vostro redattore, ha portato in scena a Correggio “Tutto quello che è successo a Tony Broz“, che è un racconto che è venuto prima dei “Pesci Rossi” (per la regia di Gabriele Tesauri, altro amico): è andata piuttosto bene (nonostante il brutto tempo che ha impedito l’uscita all’aperto) e ora si incrociano le dita con la speranza che T.B. (come è meglio conosciuto) possa trovare un suo spazio, da qualche parte, nella prossima stagione teatrale autunnale;

2. abbiamo aggiornato la sezione appuntamenti del sito, perché ne avremo (appunto) altri due: uno a Reggio Emilia, venerdì 10 giugno, ore 21, Libreria Infoshop – “Sì sì, ci sono pesci rossi nell’acqua pubblica: un romanzo prima dei referendum“, che è una presentazione del libro con simpatico happening cultural-musicale in favore dell’acqua pubblica e dei quesiti referendari: con Emanuele Ferrari, Francesco e Matteo De Benedittis e Mario Asti – l’altro lunedì 25 luglio, a Carpi, ore 21,30, ai Giardini della Pretura (avremo modo di parlarne);

3. è uscito un trittico di recensioni niente male sui “Pesci Rossi”: un’intervista “intensa” sul Giornale di Reggio e due recensioni – che ci hanno davvero “emozionato” – su Collacolla e Fuorilemura (in più anche Popolis ha parlato della scorsa presentazione a Piacenza).

Voilà, per ora è tutto.

Baci,

keep in touch!

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Un quotidiano locale ha intervistato Gioele: “Breve estratto da singaropoli”

“… E poi a un certo punto è venuto fuori questo tissio, in televisione, tutto vecchio e con i capelli pitturati in testa, che io ce lo dicevo a mio padre di cambiare canale, ma niente, quel signore vecchio c’era su tutti i canali (…)… e niente, viene fuori questo tissio qua, che c’ha un sacco di soldi, e che ci comanda tutto lui, e viene fuori e ci dice che a Milano, che è una grande città del nord, che io ci sono stato quella volta che poi Damian mi è venuto a portare a casa… beh, ci dice che a Milano, appunto, se diventa capo uno che non ho capito bene, questo fa diventare Milano come singaropoli. E mio padre allora ha fatto un rutto e c’ha detto davanti alla televisione “magari, brutto vecchio pissione”, ma poi c’ha dovuto tacere perché si è ricordato che lo ha votato anche lui il tissio con i capelli pitturati. E comunque a me mi è sembrato che questo tissio “singaropoli” lo diceva per dire una brutta cosa e forse mio papà non c’ha capito bene, ma però a me mi sembrava che neanche il tissio che si chiama Lusconi, che parlava in televisione, ci capiva un casso di quello che stava dicendo, che lui secondo me non sa neanche cosa sta dicendo, e non lo sa che “singaropoli” non può proprio esistere mai. E come al solito qua parlano tutti e nessuno sa niente. E allora voglio dire una cosa al mio amico Damian: Damian, quando hai finito di girare in su e in giù a far vedere quel libro che dici te, torna qua perché qua nessuno ci capisce niente di quello che dice questo Lusconi”.

 

E, dopo queste illuminante estratto dall’intervista di Gioele, segnaliamo ancora tre cose (ben tre!):

1. domani, sabato 28 maggio, i “Pesci Rossi” sbarcano a Piacenza, alla libreria Fahrenheit, alle ore 17,30 (casomai qualcuno fosse in zona: ci presenta Marco Bosonetto, che è uno scrittore… anzi: un ottimo scrittore!);

2. stiamo preparando una sorpresona per gli amici reggiani: venerdì 10 giugno, alle ore 21, alla Libreria Infoshop, “loveparade” dei Pesci Rossi, con presentazione e concerto per dire che i pesciolini, appunto, stanno bene nell’acqua pura e soprattutto pubblica (alla vigilia del referendum): prestissimo tutto quel che occorre sapere;

3. meravigliosa intervista ai Pesci sulla meravigliosa rivista “Imprenditori”, maggio 2011” e gratificante segnalazione su Reporter.

Stay tuned!

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